LA TASSIDERMIA: PREFAZIONE

Questo articolo nasce allo scopo di indirizzare i cacciatori ed i giovani di oggi ad accostarsi in modo diretto al meraviglioso mondo della natura; attraverso di esso e quelli che pubblicherò successivamente proverò a descrivere meglio un’arte forse per molti sconosciuta: la tassidermia.

Mi chiamo Rosario Andronaco e svolgo quest’arte a livello dilettantistico dall’età adolescenziale: attività che mi ha sempre affascinato e che mi ha permesso di realizzare lavori che, alcuni intenditori, hanno definito vere e proprie opere d’arte.

Da quasi due anni ho realizzato gli stessi esemplari in argilla e li ho esposti in alcune mostre ed in alcuni alberghi riproducendo solo animali presenti sul territorio: i molti consensi ricevuti provengono da appassionati che, osservando le mie creazioni, hanno spesso dichiarato di non riuscire a distinguere gli esemplari veri da quelli riprodotti.

Successivamente ho creato un sito www.naturaearte.altervista.org che  integro giornalmente con tutte quelle informazioni che ritengo utili ed interessanti a chi vuole accostarsi al mondo della tassidermia; la verifica quotidiana delle visite conferma la crescita esponenziale delle persone interessate all’argomento.

Tutto questo mi ha anche indotto a proporre questa magnifica attività nelle scuole (progetti P.O.R.) e questo articolo mi fornisce lo spunto per  trasferire nozioni e consigli a chiunque ne abbia bisogno o voglia imparare qualcosa a riguardo: il progetto è quello di coinvolgere i ragazzi affinché possano collaborare dedicando un poco del loro tempo libero alla realizzazione di piccoli musei all’interno delle scuole o più semplicemente ampliare ed arricchire quelli che già esistono.

In un contesto di studio è importante sapere che l’imbalsamazione dell’animale non può prescindere dallo studio della morfologia sui libri di testo, dalla conoscenza diretta dell’animale stesso, delle sue movenze e dei suoi atteggiamenti in natura.

Queste prime nozioni hanno quindi lo scopo di  avvicinare più persone possibili alla natura, non importa con quale mezzo ….. la natura stessa saprà farsi amare come si merita e per quello che vale.

Invito tutti coloro che riterranno di poter ricevere da me l’aiuto necessario e l’esperienza  per iniziare questa splendida attività, a contattarmi direttamente sul sito che rappresento www.naturaearte.altervista.org.

La spellatura

Quale primo approccio alla splendida arte della tassidermia, ho più volte pensato a come avrei potuto descrivere in modo semplice ed indolore (leggasi non offensivo o turbativo per i lettori) le complesse fasi di preparazione dell'esemplare prescelto giungendo sempre e comunque ad un'unica e possibile soluzione..... ho quindi deciso di raccontare in modo semplice e schematico i vari passaggi necessari alla preparazione tassidermica per arrivare, con il tempo e secondo un percorso prefissato ed in più "puntate", alla descrizione di una preparazione completa e definitiva.

Per non offendere l'altrui sensibilità partirò col dire che certe descrizioni, per quanto possano sembrare "cruente" e "forti" si riferiscono a tecniche antichissime, ma soprattutto assolutamente rispettose dell'esemplare che è già passato a miglior vita e che si va a trattare.

La prima operazione necessaria e da eseguire, sia che si tratti di pesci, animali da pelo o da piuma, è quella che, in gergo e nei libri di testo, viene definita spellatura: per privare l'animale della "copertura naturale" che lo riveste (pelo, pelle, piume ecc.) si possono usare diversi metodi, tutti più o meno validi, ma che devono in ogni caso tenere in considerazione la postura "in vivo" dell'esemplare stesso e l'atteggiamento finale che si vuole ottenere.

Ogni tecnica può essere considerata valida se sperimentata e codificata nel tempo: quella che andrò a descrivere brevemente è quindi quella che uso da anni con piena soddisfazione ritenendola, a mio avviso, più ve¬loce, pratica e di miglior rendimento, specialmente per tutti co¬loro che approcciano solo ora l'arte della tassidermia.

Considerando, ad esempio, che si voglia preparare un tordo in una postura che possa ricondurre ad una posizione normale di riposo, si dovrà posizionare il volatile sul tavolo di lavoro e procedere allo scostamento delle penne partendo dalla linea centrale del corpo; successivamente, facendo aderire due strisce di nastro auto adesivo in modo da scoprire una striscia di pelle su cui effettuare l'incisione, si procederà alla spellatura dello stesso cercando di non danneggiare o sporcare le penne.

Sapendo che ogni danno causato alla pelle dell'animale non solo si ripercuote sulla buona riuscita dell'opera nel suo complesso, ma può voler dire anche che la cucitura finale può risultare compromessa, ogni taglio deve essere eseguito con maestria e richiede non solo tecnica studiata sui libri di testo, ma soprattutto pratica acquisita sul banco da lavoro.

Ogni incisione dovrà quindi essere eseguita con grande rispetto, perizia e precauzione: ogni zona dell'animale è ugualmente delicata e potrebbe essere necessario procedere con calma per non rovinare le attaccature delle ali, della coda e delle zampe (in merito vengono anche usati prodotti che aiutano a ripulire le parti trattate - esempio: acido salicilico diluito in alcool).

Mano a mano si avanzerà nella spellatura dell'animale che a seconda della specie e delle caratteristiche naturali potrà essere più o meno tecnica, difficile o, in certi casi, addirittura impegnativa ........ detto questo, penso che come primo impatto possa bastare e sia meglio fermarsi per incominciare a pensare al prossimo articolo, ove, se sarà possibile, cercherò di descrivere tutti i passaggi successivi per ridonar vita all'esemplare trattato ed arrivare a quello che io definisco " l'atteggiamento finale".

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LA CONCIA

Finita la spellatura, l’animale è sporco di sangue o altro, deve essere lavato con acqua e sapone liquido dentro una bacinella delle dimensioni proporzionate all’animale, poi asciugarlo con dei panni igroscopici, fare attenzione a non maltrattare le penne e non strizzarlo.

Una volta tolta l’acqua gocciolante, con le penne ancora bagnate, iniziare il processo di concia.

Per qualsiasi tipo di uccello, prima della concia vera e propria, applicare una preconcia, formata da una miscela in polvere di borace e acido salicilico, attenzione alla percentuale di acido salicilico rispetto al borace, per i piccoli uccelli e di circa il 10% per i medi del 20% per i grossi del 30%, applicarla con un pennello.

Se ci sono punti con inizio di putrefazione, applicare dell’acido salicilico diluito in alcool, nelle parti interessate in modo da bloccare subito la putrefazione. Lasciare agire la preconcia per un poco di tempo da 15 minuti per i piccoli uccelli, a 2 ore per i più grandi. Si può conservare l’animale, con la preconcia applicata, anche per lungo tempo in congelatore.

Prima del montaggio, spalmare la soluzione conciante definitiva, composta da borace sapone e acqua. Per sapone si intenda quello solido liquefatto, in percentuale del 10% rispetto al borace. Questa soluzione serve a completare la concia e ad ammorbidire la pelle durante il tempo del montaggio e rifinitura.

Per animali di grosse dimensioni (mammiferi di grossa taglia) spalmare una soluzione, di acido salicilico e alcool, molto densa, facendo attenzione con quest'ultimo che potrebbe bruciare la pelle e restringerla.

Per la concia degli uccelli fino alla grandezza di un tordo con pelle sottilissima e delicata, spalmare soltanto la pomata boracica, evitando completamente l’acido salicilico.

Credo senza dubbio che la miglior concia è l’arsenico applicato dopo la miscela conciante in polvere, perché non altera le fibre della pelle, non la restringe, rimanendo l’elasticità naturale della pelle. Io la sconsiglio perché molto tossica e pericolosa.

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